Balthus e i surrealisti

balthus
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AUTORE: Antonin Artaud

ISBN: 978-88-7325-255-9

FORMATO: cm 14,5×21, 184 pagine

PREZZO: 14 €

Al centro di questi scritti di Artaud dedicati a Balthus e al surrealismo, al quale aderisce tra il 1924 e il 1926, vi è il tentativo di fare dell’arte un mezzo con il quale collocarsi oltre il mondo e da qui cogliere il significato essenziale della vita. L’arte deve spingersi oltre la semplice rappresentazione delle realtà, deve diventare il luogo di manifestazione della complessità dell’individuo, della sua interiorità e dell’unità che lo lega al mondo.

In particolare l’opera di Masson insieme ad alcune tele di Bosschère e ai quadri di Paul Klee (definito un “pittore mentale”) aprono lo spazio della pittura al mondo dello spirito. Di qui l’iniziale entusiasmo di Artaud per la poetica surrealista, il far emergere il “reale sprofondato” che tuttavia, successivamente, sembra esaurire la spinta rivoluzionaria. Ecco pertanto l’interesse di Artaud per la pittura di Balthus, vista come reazione al surrealismo.

L’opera di Balthus sonda il reale per scoprire, dietro forme chiare e riconoscibili, il segreto che in esse si nasconde. Un mistero che egli stesso non ha pienamente svelato ma soltanto suggerito servendosi, in particolare, del simbolismo della luce, attraverso il quale il surreale appare come il “fragile passaggio”, il volo trasparente di una falena, dietro la quale corre una ragazzina nel tentativo di salvarla dalla morte.

“Si può dire che c’è un colore, una luce, una luminosità alla Balthus. E la caratteristica di questa luminosità è prima di tutto di essere invisibile. Gli oggetti, i corpi, i volti sono fosforescenti senza che si possa dire da dove gli giunge la luce”.
[Antonin Artaud]

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